Sigarette e sguardi nel vuoto

Troppi tentativi andati male. Troppe ore passate coi gomiti appoggiati al tavolo a guardare la macchina da scrivere. Non ho mai smesso di chiedermi di che colore è.

Sigaretta, bicchiere bicchiere e poi di nuovo seduto li. Come se non avessi proprio niente da dire. Sono l’uomo più scarico di argomenti del mondo. O forse ne ho troppi in testa, e non riesco a decidere quale far passare per le punte delle dita.

Oggi la scusa per non iniziare qualcosa sono i bambini che corrono avanti e indietro facendo un baccano infernale, è sabato pomeriggio e stasera vado a lavorare, quindi non mi piace molto la situazione.

Sto cercando di raccontare una storia, di scrivere una cosa che mi è successo e che mi sta succedendo. Niente di eccezionale, una cosa che può essere vissuta da chiunque in qualsiasi momento e in qualunque posto nel mondo. È la storia di una vita diversa da quella che era stata prevista, programmata, sognata. Una di quelle storie per cui non si dovrebbe sprecare tempo prezioso ne per leggerla, ne tantomeno per raccontarla. Ma se come me per qualcuno il tempo sta sempre più perdendo valore, sono sicuro che qualche lettore potrà essere indulgente con sé stesso per aver speso un po’ di tempo per leggerla.

Quando mi uscirà dalle punte delle dita.